Cosa hanno in comune il mio lavoro con il titolo uno dei libri di fantascienza più classici ?

Sempre più spesso nel mio ruolo di consulente, mi trovo a dover fornire il servizio di posizionamento a realtà già esistenti da diverso tempo. Diciamo che si tratta nella maggior parte dei casi di ditte che

  • Hanno un sito, magari rifatto da poco tempo
  • Non hanno risultati
  • Non sanno come uscire da questa situazione

In questi casi intervengo io, il "Seo", contattato mediante sito o più spesso mediante il passaparola, mi viene chiesto di fare una "consulenza SEO".

In questi casi mi trovo ad interagire con diverse figure, a seconda dei casi ci sono:

  • L'imprenditore o consiglio di amministrazione: Vuole dei risultati oppure un capro espiatorio. Nel caso delle piccole e medie imprese è quasi sempre il "responsabile del marketing".
  • Il grafico interno o esterno: Cura l'immagine coordinata dell'azienda, produce brochures, cataloghi. E all'occorrenza fa siti internet.
  • Il programmatore interno o esterno: Mantiene in vita il gestionale aziendale o cura l'IT aziendale. All'occorrenza crea sistemi di gestione dei contenuti (CMS) per siti internet.

L'inizio del sogno

Generalmente questi "mondi" cercano di unire gli sforzi per realizzare un sito internet che funzioni, mentre alla lunga si ritrovano in guerra e la vittima è l'azienda, che in generale soffre. E soffre perchè la visibilità non aumenta a fronte di notevoli costi in termini di tempo e soldi. In questi casi viene chiamato il consulente esterno SEO e gli si chiede di tirare fuori la bacchetta magica per far cessare la guerra e portare l'amore e la speranza alla visibilità aziendale.

[caption id="" align="aligncenter" width="334" caption="Osservate il consulente Seo lacero, ferito e contuso nel tentativo di salvare e proteggere la visibilità aziendale "][/caption]

Il brusco ritorno alla realtà

Purtroppo le cose non sono mai così facili, perchè il Seo si trova di fronte una serie di ostacoli, sopratutto perchè 8 volte su 10 il lavoro fatto in precedenza è inadeguato o semplicemente sbagliato. Quasi sempre mi trovo nel dover dire al cliente "E' tutto da rifare". Non è affatto piacevole dover dire a qualcuno che il tempo e i soldi investiti sono stati sprecati.  Spesso le scelte operate a livello di comunicazione o di architettura delle informazioni sono completamente prive di senso logico.

A quel punto gli scenari possibili in genere sono due:

  • Ci dica come muoverci: presi dalla rassegnazione le parti di cui sopra si ungono il capo e decidono di collaborare. In questi casi cerco di trasmettere più entusiasmo possibile, perchè io ho dell'esperienza da trasmettere e anche se non posso garantire posizionamenti, posso almeno assicurare risultati degni di nota.
  • Le faremo sapere: in questi casi la ditta incamera il mio preventivo e chiaramente chiede ad altri consulenti. Poi prende quello che costa meno o quello che ha l'account con le tette più grosse. (certo! capita anche così, alcune ditte cercano solo di vendere e assumono venditrici procaci). Non mi scandalizzo perchè  da questi lavori al risparmio non ho una crescita della qualità del portfolio clienti.

E le altre 2 volte su 10 ? Riparte il conflitto ...

Quando il sito è "lavorabile" bisogna ritrovarsi in diverse riunioni di progettazione. Nelle piccole aziende in genere l'imprenditore decide e gli altri si adeguano. Quando cresce la dimensione, i sottoposti cominciano ad alzare la voce per mantenere i propri privilegi... perchè sembra che il consulente SEO sia una minaccia.

[caption id="" align="aligncenter" width="400" caption="L'urlo del consulente Seo terrorizza l'organigramma"]L'urlo del consulente Seo
terrorizza
l'organigramma[/caption]

Come se fossimo nella Savana, il leone SEO sfida il capobranco del reparto con la sua strafottenza. Questi ruggisce per intimargli di rispettare il territorio... insomma, di queste crisi di insicurezza ne ho già viste parecchie e non solo a SuperQuark. Il grafico ha paura che io vada a giudicare il suo gusto estetico e messo di fronte a standard moderni risulti "fuori moda". Il programmatore ha paura che vada a compararlo con canoni attuali e di risultare obsoleto. E l'imprenditore ovviamente non sa che pesci pigliare, perchè i suoi fidi collaboratori temporeggiano o ostacolano la procedura di ottimizzazione del sito.

E il consulente SEO che fa ?

Se ancora non è stato massacrato dalle tasse, avendo fatto una serie di tentativi, rimette l'incarico dopo aver scritto una serie di relazioni dettagliate sulle problematiche e sui modi di risolverli.  L'esperienza mi ha insegnato che se dopo 30 giorni che ho presentato una relazione sulle problematiche e sulle soluzioni proposte, non ci sono ancora stati dei lavori di adeguamento, rimetto l'incarico.

Preferisco di gran lunga uscire di scena facendo capire che sono un consulente esterno e non voglio diventare il capro espiatorio (di cui si diceva all'inizio dell'articolo).

Vengo in pace!

Se invece le persone riescono ad avere un atteggiamento maturo e collaborativo, allora ci sono le basi per un bel lavoro. Il risultato di questa comunicazione rilassata è che il sito finalmente decolla, arrivano richieste e prenotazioni, il programmatore ritorna alle sue incombenze normali, il grafico torna a produrre cataloghi e brochures, l'imprenditore fattura a nuovi clienti e io incasso la mia parcella.

E vissero felici e contenti.

aggiornamento: c'è un interessante articolo che spiega perchè i SEO SONO ODIATI dal resto del mondo, dal blog di David Naylor (un importante esperto del nostro campo a livello internazionale). L'articolo è in inglese, ma fa capire che "tutto il mondo è paese".