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A partire da settembre è arrivato l'aggiornamento di IOS che molti aspettavano e alcuni temevano: con questo aggiornamento Apple ha introdotto una funzionalità chiamata "content blocker", ovvero la possibilità di bloccare dei contenuti tramite l'uso del browser safari su Iphone e Ipad. (e ipod chiaramente).

Di cosa si tratta?

Da questa edizione del sistema operativo (9.0.1) Apple fornisce la possibilità di "inserirsi" nella navigazione di safari, creando dei filtri che agiscono a monte dell'utente.

  • Riducono le chiamate esterne
  • Bloccano praticamente tutti i tipi di advertising/popup noiosi (quelli generati da javascript in genere)
  • Di conseguenza fanno risparmiare banda e batteria all'utente.

Quindi tutto ok per gli utenti, ma per chi gestisce i siti ?

Le conseguenze per chi monetizza il traffico

Ovviamente chi si sosteneva economicamente monetizzando il traffico con annunci pubblicitari viene messo all'angolo.

Google e i piccoli-medi-grandi gruppi editoriali saranno i primi a vedere un calo di reddito, seguiti dai blogger professionisti.

Mentre la lotta all'adblocking è in corso già da qualche anno, i risultati non sono mai stati eclatanti, infatti solo il mese scorso un editore tedesco che aveva cercato di far causa all'autore di adblock plus, non ha trovato il sostegno del giudice che ha ribadito "l'adblock è legale". Insomma il browser è mio e me lo gestisco io.

Digital publishing house Axel Springer, based in Berlin, Germany, is in the news today for spending $343 million to purchase an 88 percent stake in Business Insider, bringing its total ownership to 97 percent (Amazon CEO and founder Jeff Bezos owns the remaining 3 percent). But that’s not all that happened today: After suing Adblock Plus in its home town of Cologne, Germany, the publishing firm has lost its case, with the courts declaring, once again, that ad blocking is legal.

fonte: link

Qua in Italia siamo ancora abbastanza ancorati al passato, con i monumenti, il "come una volta", il "una volta era tutta campagna" e l'advertising che viene visto come una cartellonistica. Per i media nostrani è impensabile che qualcuno possa sparare un razzo sui loro cartelloni digitali, mentre invece d'ora in poi è come se gli utenti avessero un lanciarazzi a spalle con il marchio della mela.

L'unica persona che ha manifestato una certa preoccupazione è una responsabile di Google Adsense italia che ho incontrato al wmexpo. (https://twitter.com/chiara_ferraris)

Ma chi riguarda (per ora)?

Questa funzionalità deve essere abbastanza cpu-intensive, infatti secondo le specifiche di Apple è necessaria una notevole velocità e una cpu a 64 bit, quindi gli apparecchi che possono supportarla sono:

  • iPhone 6
  • iPhone 6 Plus
  • IPhone 6s
  • Iphone 6s Plus
  • iPhone 5s
  • iPad Air 2
  • iPad Air
  • iPad mini 2
  • iPad mini 3
  • iPod touch 6
  • Ipad Pro

Stando ad una analisi di maggio 2015, questa funzionalità dovrebbe riguardare circa il 60% degli iphone in commercio, dato che quindi non tiene conto delle vendite di Iphone 6s, che in italia è iniziata il 6 ottobre, ma che sicuramente avrà una impennata a Natale. Quindi quel 40% di utenti apple che non ha un device aggiornato si eroderà ulteriormente.

Distribuzione dei modelli di iphone 2015

E' un allarmismo inutile perchè una cosa da "smanettoni"

Questo, parafrasando, è il parere di una persona con cui ho parlato, che per certi versi potrebbe avere ragione se restassimo in ambito desktop, dove fare adblock è leggermente più complesso perchè devi:

  • Sapere che esiste la funzionalità di adblock da un articolo o per passaparola
  • prendere un browser che supporti ad-block plus o ublock origin (chrome / firefox)
  • installare l'estensione adblock plus o ublock origin
  • navigare in tranquillità.

Nel caso di Apple ios i passi sono:

  • Sapere che esiste la funzionalità di adblock da un articolo o per passaparola
  • installare un'estensione che supporti l'adblocking
  • attivare l'estensione.

Questo secondo passaggio è la differenza fondamentale, perchè di base le estensioni sono inattive quando vengono installate.

Il passaggio da "inattivo" ad "attivo" richiede una notevole dose di conoscenza tecnica: un click.

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Io sono un super smanettone, ma questi sistemi sono stati pensati per gente che vuole solo semplificarsi la vita, cioè il 99% degli utenti Apple.

La mia idea è che sorgeranno infiniti tutorial su come personalizzare queste applicazioni e sul traffico che fanno risparmiare. Ecco uno dei primi esempi di comparazione tra le applicazioni:

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Nota bene: questa è una analisi fatta da Silentium, uno dei sistemi.

Quanti ne esistono ?

Una dozzina per ora, ma aumenteranno. Vi consiglio di seguire questo thread su
https://www.reddit.com/r/ios9/comments/3m8xfa/ios_9_content_blocking_megathread/

Dati alla mano, quanto stanno incidendo ?

Ho fatto un piccolo test, con la collaborazione dei miei amici de lospicchiodaglio.it ho estratto dei dati di analytics degli ultimi mesi e ho attivato un filtro cercando come dimensione secondaria "safari 9.0".

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Il picco che si nota il 10 ottobre è dato molto probabilmente dall'incremento dovuto ai modelli "s" che sono entrati in vendita dal 9 ottobre.

Questa curva corrisponde a circa il 4,8% del traffico complessivo... forse.

Come sarebbe a dire "forse" ?

Perchè uno degli effetti collaterali di questi filtri è che non si limitano a bloccare l'advertising ma bloccano anche:

  • i cookie e gli script del remarketing
  • i cookie e gli script del tracciamento analytics
  • i cookie dell'accettazione della privacy (e come la mettiamo cari garanti della privacy?)

Quindi è possibile che il traffico reale dei device IOS 9 sia più elevato di quanto indicato da analytics.

E ovviamente:

  • addio al tracciamento delle conversioni
  • addio ai sistemi di a/b testing tipo optimizely
  • addio crazyegg e clicktale
  • ve ne vengono in mente altri ?

Vi invito a fare lo stesso test in analytics

Lo spicchio d'aglio è un sito di ricette, il 70% delle visite arriva da device (smartphone o tablet), il 30% da desktop.

E' un sito dove le persone ritornano spesso, a volte anche più volte al giorno, perchè magari si guardano la ricetta al computer la mattina e poi a pranzo la seguono con lo smartphone o il tablet.

Il mio invito è di fare lo stesso genere di analisi per capire ora quanto traffico potrebbe sparire e con esso il relativo advertising. Per ora gli utilizzatori italiani saranno pochissimi perchè le app sono solo in inglese per qualche tempo ancora. Appena inizieranno ad apparire le localizzazioni ad opera degli smanettoni, ci sarà un incremento costante delle installazioni.

Dove va a finire l'advertising ? Che alternative ci saranno ?

Vedo quattro grossi filoni per ora:

I supplicanti

E' possibile "sbloccare" l'advertising ad-hoc, i siti più piccoli si metteranno a supplicare gli utenti affinchè abilitino la visualizzazioni degli annunci sui loro siti. Dubito che i grandi giornalisti scendano dai loro scranni e si mettano a piangere miseria di fronte ai lettori.

Gli smanettoni

Emergeranno tecnologie per far pubblicare gli annunci mediante la pubblicazione lato-server (anche detta "server-side"). Questo richiederà un livello di competenza notevole, una serie di specifiche tecniche compatibili con il servizio e la speranza che gli sviluppatori dei filtri non trovino il modo di bloccare anche quelli.

I pompinari il Native advertising.

Ovvero emergerà una tendenza a scrivere articoli "sponsorizzati" da terze parti in maniera "non apparente". Quindi voglio far parlare di un brand, credo un articolo "10 modi di pulirsi il naso con l'aspirapolvere Panzer-Kunst". Lo si fa già. Lo faranno di più. Avrà ripercussioni SEO e le redazioni che non sanno come funziona Google avranno penalità da mille e una notte.

I sistemi di micropagamento

La vera alternativa saranno i sistemi di paywall condiviso, tramite micropagamenti. In pratica io carico un "conto" e il mio conto viene decurtato quando leggo degli articoli che mi interessano.

Google ha introdotto un sistema del genere chiamato "Contributor" che probabilmente diventerà interessante per i piccoli-medi autori indipendenti. https://www.google.com/contributor/welcome/

Molto interessante anche questa piattaforma chiamata "Blendle" e il relativo articolo su Medium che dettaglia l'esperimento. https://medium.com/on-blendle/blendle-a-radical-experiment-with-micropayments-in-journalism-365-days-later-f3b799022edc

Insomma viviamo in un periodo interessante, non trovate ?